Il Bolentino con il Sabiki
Il Sabiki è un'esca di origine nipponica costituita da un trave principale ed una serie di braccioli, generalmente molto corti (5 cm circa) su cui vengono legati degli ami con delle simulazioni di esca artificiale costituite da vari elementi. Filamenti colorati e riflettenti, piumette, etc.
Gli elementi principali che differenziano i sabiki sono:
- il diametro del trave e dei terminali. A seconda delle prede che andremo ad insidiare questi dovranno essere correttamente scelti.
- la grandezza degli ami. Vale quanto detto sopra
- il numero degli ami. I sabiki possono varia da 4 a 8 ami. In relazione al numero di ami variaerà ovviamente la lunghezza del trave per cui, a seconda della canna che andremo ad utilizzare sceglieremo quello adatto alla lunghezza della nostra canna. Oltre quanto detto però bisogna anche tener presente il libraggio della canna nonchè la preda insidiata. Dovremo infatti considerare che le catture multiple sono ricorrenti pescando con il sabiki per cui la nostra attrezzatura, ed in particolare la canna, dovranno essere in grado di gestire le eventuali prede multiple allamate.
- in ultimo, ma elemento principale nella differenziazione dei Sabiki è la decorazione dell'amo con pelle di pesce vera. Come detto all'inizio gli ami dei sabiki sono decorati con vari elementi artificiali ma alcuni di essi, oltre agli elementi artificiali utilizzano la vera pelle di pesce. Nel corso degli anni ho utilizzato tantissimi tipi di sabiki per cui ho potuto testare e verificare le diverse capacità attrattive. Ad esito finale posso assicurare che i sabiki con pelle di pesce vera hanno una marcia in più rispetto a quelli che ne sono sprovvisti. Non chiedetemi il pechè, non ho idea se sia dovuto ai riflessi, all'odore o a cos'altro ma l'attravitià che hanno i sabiki con pelle di pesce vera è nettamente superiore agli altri. Non è una questione di marca, i sabiki con pelle di pesce vera sono commercializzati da varie case prodruttrici (Tubertini, Yamashita, Maria, etc.). L'importante è che ci sia la pelle vera di pesce.
Prede che si possono insidiare
Con il sabiki possiamo insidiare diverse varietà di pesce, dai grufolatori di fondo quali ad esempio il Fragolino, fino al Sughero, allo sgombro, all'Alaccia e a praticamente tutta la minutaglia che frequenta i fondali sabbiosi o rocciosi.
Tecnica di pesca
A seconda della preda che andremo ad insidiare la nostra tecnica di pesca potrà variare. Partiamo dal presupposto base che il sistema generale consiste nel montare alla base del sabiki un piombo, calarlo alla profondità voluta e farlo muovere con le classiche jerkate che gli imprimono un movimento oscillante dal basso in alto e vicecersa.
Questi sono gli elementi fondamentali ma le variazioni sul tema sono molte e variano sia in base alla preda insidiata sia diciamo in base ad alcuni comportamenti della preda che possono far variare la tecnica, per cui faccimao qualche esempio.
Utilizzo del sabiki nella pesca del fragolino
Tenendo conto che il fragolino è un grufolatore di fondo dovremo concentrare la nostra azione di pesca sul fondale, per cui imprimeremo le nostre jerkate in modo tale da mantenere al nostra esce aderente al fondo a risalire di 1 o 2 metri ma non di più. Le risalite servono più a catturare l'attenzione della nostra preda in quanto i fragolini non risalgono il fondale per nutrirsi. Essendo dei grufolatori e non dei predatori generalmente si tilizzano jerkate lente intervallate da lunghe paise di fermo.
Per far scendere la nostra esca potremo utilizzare un classico piombo a goccia o a pera ma già qui possiamo introdurre una variante: il kabura. Il Kabura è un'altra esca di origine nipponica che viene utilizzata da sola nella pesca ai grufolatori di fondo. Un ottimo sistema consiste proprio nel combinare le due sche rendendo ancora più attrattiva la nostra lenza.
Altra variazione che potremo utilizzare consiste nell'innescare sugli ami del sabiki piccole parti di verme (koreano, etc.) in modo tale da rendere utleriormente attirante la nostra esca. Per tutto quanto detto chiamiamo questa tecnica bolentino anche se è più da considerare una fusione tra bolentino e light jigging.
Utilizzo del Sabiki nel pesca dello sgombro e del sughero
Nel caso della pesca di queste prede in prima battuta assume particolare importanza l'individuazione della fascia batimetrica di stazionamento delle nostre prede. A differenza dei fragolini gli sgombri prediligono la fascia d'acqua superficiale per cui sarà inutile far lavorare la nostra esca al di sotto dei 10 metri. Il movimento dell'esca, inoltre, sarà caratterizzato da jerkate più potenti e veloci riducendo al minimo la fasi di fermo.
Per quanto riguarda i sugheri questi prediligono la fascia più bassa di fondale. Si muovono generalmente dal fondale sino a risalire 25-20 metri. Per è in tale fascia che andremo a cercarli. Come per il fragoli potremo utilizzare anche l'ausilio del pezzo di verme innescato.
Sia nella nella pesca allo sgombro che in quella al sughero potremo sostituire il piombo con un'altra esca di origine nipponica: l'inchiku.