Test canne da pesca: Best Drag Max Drag - Petroni 20/30

Applicando la procedura che abbiamo descritto in questo articolo Test canne da pesca: Best Drag Max Drag andiamo a vedere cosa accade con un fusto Petroni 20/30 libbre.

Posizioniamo la canna con un angolo di 45 gradi e applichiamo, progressivamente carichi crescenti con una gradazione correlata al libraggio della canna ed all'uso che andremo a farne. In questo caso il fusto è stato scelto per il montaggio di una canna da stand up per la pesca del tonno.

 

Test canne da pesca: Best Drag Max Drag - Petroni 20/30

Applichiamo il primo peso (1 kg) e andiamo a tracciare la curva determinata dal fusto sotto l'azione del peso applicato.

 

Test canne da pesca: Best Drag Max Drag - Petroni 20/30

Procediamo con la progressione dei pesi (2 kg) e con la tracciatura delle curva.

 

Test canne da pesca: Best Drag Max Drag - Petroni 20/30

Andiamo avanti con 3kg.

Test canne da pesca: Best Drag Max Drag - Petroni 20/30

Quarto peso, 4 kg.

Test canne da pesca: Best Drag Max Drag - Petroni 20/30

Quinto peso, 5 kg.

 

Test canne da pesca: Best Drag Max Drag - Petroni 20/30

proseguiamo fino a quando non vedremo la formazione di una curva con tangente sulla retta a 90 gradi rispetto alla linea d'asse della canna. In questo caso andare oltre i 6 kg avrebbe comportato una sollecitazione del fusto oltre il suo max drag geometrico. Cosa significa questo? Molto semplicemente che andare oltre comporterebbe da un lato il rischio di rottura del fusto ma, anche laddove il fusto per sue doti fisico-meccaniche consentisse una ulteriore sollecitazione avremmo comunque in mano un fusto privo di leva (la parte del fusto che sotto sollecitazione rimane comunque dritto), e quindi avremmo, in fase di combattimento il cosiddetto effetto bandiera. In pratica durante il combattimento non riusciremmo a controllare la direzionalità della canna e quindi perderemmo il controllo del combattimento stesso.

pETRONI 20/30 TEST STATICO bEST dRAG
PETRONI 20/30 TEST STATICO BEST DRAG

 

Stabilito il range di azione della canna occorre procedere con il posizionamento degli anelli. In questo caso analizziamo un montaggio Acid, per cui la cosa si fa un pò più complessa del solito. Il metodo proposto di seguito vale anche per il montaggio in linea, ma nel caso del montaggio acid occorre fare attenzione non semplicemente all'angolo rispetto alla retta del fusto, ma occorre tenere conto della rotazione del filo all'interno degli anelli al variare dei carichi applicati.

La procedura prevede:

  1. Posizionamento di massima degli anelli sul fusto
  2. Misurazione distribuzione dei carichi
  3. Riposizionamento per correzione errori
  4. Misurazione distribuzione dei carichi

Il ciclo termina nel momento in cui otteniamo il posizionamento ottimale. Ora, qual'è il posizionamento ottimale? La risposta è semplice ma determinarlo è laborioso: il posizionamento ottimale degli anelli è quello che consente una distribuzione omogenea dei carichi nel range di azione della canna. Cosa significa questo? Significa che se dalla analisi del fusto ho determinato come in questo caso che il max drag corrisponde a circa 6 kg e che io voglio utilizzare tale valore in fase di combattimento (chiusura della frizione), devo verificare che nella distribuzione dei carichi diciamo dai 3 kg fino ai 6 kg il filo imprima una trazione distribuita in modo omogeneo e progressivo in quel range di peso.

Questo, tenendo conto che, come detto, in fase di flessione del fusto nel montaggio acid il filo ruota attorno agli anelli andando ad imprimere una trazione con un angolo diverso a seconda del punto di rotazione. IN pratica, con una canna montata in linea andremo a misurare la trazione del filo nel punto di contatto con l'anello che sarà sempre (se gli anelli sono stati montati correttamente) sulla line del fusto. Nel caso del montaggio acid dovremo andare a misurare la trazione nel punto di contatto con l'anello in direzione opposta di 180 gradi.

Quindi, posizionati di massima gli anelli, si applica il peso e si va a misurare la trazione su ogni singolo anello. Come? Abbastanza semplice. Si prende un dinamometro, gli si crea un gancetto con il quale afferrare il filo in trazione e si misura il peso nell'istante in cui il filo si stacca dall'anello avendo l'accortezza di effettuare almento 3 misurazioni per ogni anello e di considerare il valore medio tra le 3.

Test canne da pesca: Best Drag Max Drag - Petroni 20/30

 

Test canne da pesca: Best Drag Max Drag - Petroni 20/30

Le misurazioni effettuate le andiamo a riportare in un foglio di calcolo come di seguito rappresentato. Avremo quindi la progressione dei pesi applicati e la relativa progressione delle misurazioni effettuate sui singoli anelli.

Analisi dei carichi

Rappresentando i dati sopra riportati in formato grafico andremo a leggere, più semplicemente, la distribuzione.

Analisi dei carichi

Il grafico seguente mostra in modo evidente che nella progressione si ha un salto significativo sull'anello 5 che aumenta all'aumentare del carico. Cosa significa questo? Molto semplicemente che la distribuzione non è omogenea e che quindi la sequenza degli anelli 4, 5 e 6 non è corretta per cui dovremmo andare a correggere la distanza tra gli  anelli oppure, dato che stiamo parlando di una canna acid l'angolo di rotazione dell'anello oppure di entrambe le cose.

Analisi dei carichi

Una ulteriore rappresentazione grafica è la seguente. Questa può essere utilizzata quale parametro di riferimento per la considerazione di soglie di errore accettabili. In pratica se il grafico, come in questo caso, non mostra curve che invertono la direzione con angoli superiori ai 40 gradi circa, riteniamo il margine di errore accettabile.

Analisi dei carichi

In definitiva, l'assetto ottimale di una canna da pesca, non è una cosa semplice, richiede pazienza, conoscenza delle caratteristiche del fusto, delle forze in gioco, etc. Questo non significa che se io prendo un fusto e ci monto degli anelli diciamo "ad occhio" poi con quella canna non ci posso andare pesca. Significa però che molto probabilmente non avrò un attrezzo settato in modo ottimale, un fusto che non sarà in grado di fornirmi il meglio delle sue caratteristiche e, in situazioni limite che può diventare pericoloso, in particolar modo effettuando pesche quali il big game dove le forze in gioco sono significative (una canna che si spezza in due sotto l'azione di una forza di trazione di svariati kg non è divertente).

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